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KURUPÍ, ÚLTIMO BICHO PILINGÜE Y VELVET-MAKÁ-URBANIZADO KE HALA Y FALA EN ESTE BLOG SU SECRECIÓN LINGUÍSTIKA, ESE PORO'UNHOL (PORTUGUÉS 10 % ESPAÑOL 70 %; GUARANÍ PIKANTE 20 %) SERÍA EN EL FONDO DEFINIBLE COMO UN SAN CULOTTISMO POÉTIKO, GRITO A CALZÓN KITADO, PENE ERECTISMO FULL TIME, UNA FALANGE ANARKO-PARA-MILITAR DE LA LETRA, UNA ALUCINAZIONE PARANOKIA-KRÍTIKA DEL DAS KAPITAL YANKEE, Y SU MAYO DEL 68 UN TSUNAMI-YIYISMO SIN BOMBACHA PRA XUXU, UN BAILE DE SAN VITO TEVINANDÍ PAGUASU!!!

domingo, octubre 24, 2010

Severino sobre Leopardi

Infine, Professor Severino, vorrei chiederle cosa, per Lei, ha ancora da dire l'opera leopardiana alla cultura occidentale? Se vuole rimanere coerente con se stessa, la cultura dell'Occidente non può che consentire con quanto dice Leopardi. Leopardi non è una stravaganza all'interno della nostra cultura. Egli è pessimista come lo sono i Padri della Chiesa, Hegel, Aristotele, ma lo è in modo più radicale di loro. Alla radice della cultura occidentale sta ormai la persuasione che le cose reali con cui abbiamo a che fare sono effimere. Possiamo anche tentare di accaparrarne e trattenerne presso di noi il maggior numero possibile, ma rimane comunque incontestato il fatto che non ci sono più i grandi dèi immutabili che costituiscono il senso stabile del mondo. Il messaggio che la nostra cultura trasmette all'uomo contemporaneo, è che tutto è nulla, nel senso che tutto esce dal nulla e va nel nulla. Mi chiedo, allora, se coloro che assumono atteggiamenti psicologicamente devianti, i pazzi, i depressi, coloro che non diciamo normali, non siano, in realtà, lungimiranti. Lungimiranti perché, con il loro comportamento, traggono la conseguenza inevitabile che si deve trarre dalla visione della nullità delle cose. A ben vedere, infatti, l'incitamento a vivere per quel tanto che ci è concesso, a organizzarci il più possibile, a resistere, a darci da fare, a costruire mondi, ad attraversare le galassie, è operato sulla base di una verità di fondo per la quale tutte le cose sono nulle. Questa verità non si esprime solo attraverso la consapevolezza che non ci sono più dèi eterni, ma anche nella tesi della cosmologia astronomica secondo cui all'origine c'è un nulla iniziale e tutte le cose sono soggette ad un processo entropico di distruzione. Il messaggio inviatoci dalla nostra cultura produce ciò che Leopardi chiama la "verissima pazzia". Tutto il resto è soltanto un tentativo di mascherare l'orrenda verità delle cose con alternative provvisoriamente devianti che non riescono a togliere dall'orizzonte dell'uomo la minaccia radicale della nullificazione che investe ormai tutto. Leopardi è un grande maestro del nichilismo. Prendere in considerazione Leopardi è importante nella misura in cui è necessario vedere se esiste un'alternativa alla storia dell'Occidente. Se l'Occidente incomincia così come è incominciato, la filosofia dell'Occidente è quella di Leopardi. Ma la domanda decisiva, anche e soprattutto nei riguardi di questo errore puro in cui consiste Leopardi, è se non sia da mettere in questione la fede nel divenire, da cui muove l'intera civiltà occidentale e di cui Leopardi è il seguace più rigoroso. Sulla base della fede costitutiva dell'Occidente - la fede nel divenire - è inevitabile la caduta di tutti i rimedi. L'esigenza stessa di un rimedio, sia esso rappresentato dalla filosofia, dalla religione, dalla tecnica, dalla poesia o dalla festa arcaica, è possibile solo a partire dalla fede nel divenire. Dobbiamo allora chiederci: si deve continuare a considerare la fede nel divenire come qualche cosa che sta assolutamente fuori discussione, fuori dell'ambito su cui si esercita il nostro spirito critico, oppure, essendo tale fede responsabile dell'intera storia dell'Occidente, occorre che ci si interroghi su di essa e sulla sua consistenza?

1 comentario:

kurubeta dijo...

Por último, el profesor Severino, le pido lo que, para usted, que diga que la obra de Leopardi a la cultura occidental?

Si quiere seguir siendo coherente consigo mismo, la cultura de Occidente no puede permitir que con lo que dice Leopardi. Leopard no es una extravagancia en nuestra cultura. Él es pesimista, ya que son los Padres de la Iglesia, Hegel, Aristóteles, pero es más radical que la de ellos. En la raíz de la cultura occidental está ahora convencido de que las cosas reales con las que nos enfrentamos son efímeros. También podemos tientas de agarrar y mantenerlo con nosotros tanto como sea posible, pero aún discuten que no hay más inmutables los grandes dioses que son la quintaesencia del mundo estable.
El mensaje que envía nuestra cultura al hombre contemporáneo, es que todo es nada, en el sentido de que todo viene de la nada y van en la nada. Me pregunto, entonces, si los que toman la psicología anormal, los dementes, los deprimidos, los que no dicen lo normal, no lo son, de hecho, con visión de futuro. porque lejos de miras, por su comportamiento, sacan la consecuencia inevitable que se desprende de la visión de la nulidad de las cosas. Así que, claramente, de hecho, la incitación a vivir tanto como se nos permite organizar la medida de lo posible, para resistir, para ir a trabajar, para construir mundos, para cruzar la galaxia, se opera sobre la base de una verdad fondo al que todas las cosas son nulas. Esta verdad se expresa no sólo a través de la conciencia de que hay más dioses eternos, sino también en la teoría astronómica de la cosmología que es la fuente original y no todas las cosas están sujetas a un proceso entrópico de destrucción. El mensaje enviado por nuestra cultura produce lo que Leopardi llama a la "más verdadera locura." Todo lo demás es sólo un intento de enmascarar la terrible verdad de las cosas con desviaciones temporales alternativas que no pueden tomar distancia del horizonte del hombre a la amenaza de nulidad radical, que ahora abarca a todos.
Leopardi es un gran maestro del nihilismo. Considere la posibilidad de Leopardi es importante en la medida en que sea necesario para ver si hay una alternativa a la historia occidental. Si Occidente comienza como empezó, la filosofía de Occidente es la de Leopardi. Pero la pregunta crucial, al menos no con respecto a lo que es puro error en Leopard, si no poner en tela de juicio la creencia en el progreso, que se mueve toda la civilización occidental y que Leopard es el seguidor más estrictas.
Sobre la base de la fe constitutiva de Occidente - en convertirse en la fe - es la caída inevitable de todos los recursos. La misma necesidad de un remedio, es representado por la filosofía, la religión, la tecnología, la poesía o la parte arcaicas, sólo es posible desde la fe en las decisiones. Debemos preguntarnos: ¿debemos seguir lo que se refiere la creencia en algo que se está volviendo tan absolutamente fuera de cuestión, fuera del marco en el que ejercitar nuestro espíritu crítico, o, desde esta fe responsable de toda la historia de Occidente, es necesario que existe un debate al respecto y su textura?